Come apparire su ChatGPT: guida per studi professionali
Non esiste un trucco. Esistono le fonti da cui ChatGPT prende i nomi, e si può lavorare su quelle.
Come sceglie ChatGPT
Quando qualcuno chiede "chi mi consigli…", ChatGPT fa una o più ricerche sul web, legge alcune pagine e propone pochi nomi. Le pagine che legge sono soprattutto i siti degli studi, le directory, le pagine di associazioni e media, e in molti casi le schede delle attività su mappa. Se il suo studio non compare in quelle fonti, non può essere proposto.
Cosa conta di più
- Dati coerenti ovunque: stesso nome, indirizzo, telefono e specializzazioni su sito, scheda Google, Bing e directory.
- Un sito che le AI riescono a leggere: testo vero, non solo immagini, e pagine indicizzate su Google e Bing. ChatGPT usa anche l'indice di Bing.
- Essere nominati da altri: associazioni, albi, riviste, scuole. Le AI si fidano di più di ciò che trovano confermato da fonti indipendenti.
- Pagine che rispondono a domande precise: "quanto costa una separazione consensuale in Ticino" ha più possibilità di essere citata di una pagina generica sui servizi.
Cosa non serve
File speciali "per le AI" e trucchi tecnici non hanno mostrato effetti misurabili. Google stesso scrive che per le sue funzioni AI non servono requisiti particolari. E nessuno può garantire una posizione: la stessa domanda dà risposte diverse.
Come lo facciamo noi
Misuriamo ogni mese più di 30 domande su ChatGPT, Gemini e Perplexity, correggiamo le fonti e lavoriamo sulle menzioni e sulle pagine. Se per due mesi di fila non cambia niente, il canone si sospende.